MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

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foto di Matteo Nardone

venerdì 12 aprile 2013

Appunti su MACELLERIA EQUITALIA di Giuseppe Cristaldi - Lupo Editore





 

Appunti su Macelleria Equitalia 
di Marzia Ercolani
"Eppoi ancora oltre". 

I battiti bruciano. Soffiano via il respiro.
Mezza lacrima a me, mezzo sorriso a te. Se una fine è un inizio alla rovescia, così lo è il sorriso per la lacrima.
Serro nella copertina rossa di terra le pagine evangeliche di Macelleria Equitalia dipinte da Giuseppe Cristaldi e lo stringo tra le mani. Ricordo il dolce sapore dei "pezzetti di cavallo" gustati tante volte nel tacco italiano. Ora quel dolce è sapore di sangue.
Sento le mie dita aggrappate alla carta, sorreggere oneste albe fulminate da correnti impietose non più elettriche bensì mute, indifferenti, correnti ghiacciate. I miei palmi carezzano le parabole Cristaldiane reliquie di santi e soppesano "fatìe" fondamenta di sogni che odorano di amore e dignità, basamenti sradicati non dall'usura del tempo, ma dall'usura dello Stato, senza i quali piccoli reami di affetto e pazienza, terrene trinità familiari, si accasciano vinte, violate, sbriciolate su se stesse.
Rocco senza passo, Enrico spalle alate, Paolo sgonfia mani, Nico nocche sbucciate, Elvira viticci di bosai e Mariana bocca pura, corpi di croci e roghi, carni di sacrifici ed eresie, di zattere vetrate, cantano dentro me, mi trafiggono di vocali terrarussa e cori rumeni, streghe Diofemmina, vestali non vergini madri di un futuro passato, angeli seminatori di stigmate, Cristi seppelliti. Splendidamente umani. Crocifissi sotterrati da un padre onnipotente, Equo-Stato pronto a condoglianze che falciano ricordi, Equo-Paese non appagato dalla morte ma travasatore di torture di generazione in generazione. Nomi propri da cuocere, divorare ed espellere in vorace rito rifocillante.
Eppure in queste corse equine, tra sbandamenti, frustate, cadute, abbattimenti e macellazioni, ecco sul finale approdare un giovane puledro dagli zoccoli a ruota, dal nitrito balbuziente, dal rosario a proiettile, dal profumo di piscio e onestà.
Il suo respiro corre naturale, ruota dopo ruota, come naturale scorre l'acqua che farà germogliare le croci sotterrate. Chissà che non tornino all'origine, alberi sacri alla terra. Che odorino di petali e partoriscano frutti. Nella speranza che il loro profumo inebri un popolo cieco e stanco, in ricordo dei martiri e dei carnefici, che lo ravvivi, che lo risvegli da morte eterna, da questa mattanza. Un popolo che nella resurrezione emani così tanta luce da incenerire e purificare lo Stato cannibale.
Marzia Ercolani


"Chissà quale grappolo di calli prenderà il mio ultimo biglietto o vedrà il mio dondolio senza passo. Chissà chi dei dipendenti sarà il primo a chiamare per spartirsi il mio corpo.
Mezzo pane a me, mezzo a te come sempre.
[...] Mezzo come il cammin di nostra vita alla fine della quale hai ammucchiato la tua età, come si ammucchia la merda nel pollaio.
Mezzo come il secolo che mi è caduto dalla vita per finire nelle fauci di quegli enti come Equitalia che con la scusa del controllo fiscale azzannano ai testicoli chi non ha manco le mutande."

MACELLERIA EQUITALIA - G. Cristaldi



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DAL LETAME NASCONO I FIOR - scritto e diretto da Marzia Ercolani

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