MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

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MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE
foto di Matteo Nardone

domenica 21 luglio 2013

MUNNE - O munno differente - Nuovo progetto in lavorazione

ATTO NOMADE
presenta

MUNNE
O munno differente

Drammaturgia e regia
Marzia Ercolani

con
Luigi Acunzo
Marzia Ercolani





Uno spazio terreno, un anfratto desolato, un omino solitario a custodia di una discarica come fosse
sagrestano di una parrocchia intento a preparare il solito rito quotidiano, devoto alla“Madonna
Differente”, fedele divulgatore del credo verso la via dei “Consumi” , via dispensatrice di ricicli e
scarti. Un luogo profano eretto a sacro, un Inferno che si ricicla Eden urbano, contemporaneo,
munnezzaio di bisogni, nevrosi, possessività, feticismi, autodistruzioni. La Vergine de “o Munne”,
protegge e figlia macerie consumate, umano che butta via se stesso, che ricicla scarti di sé e aspira a
costruire castelli dalle fondamenta di spazzatura. Il nostro spazzino - sacrestano nel suo regno di
materia e odori mescola, sacrifica e differenzia in una messa quotidiana pensieri incartati, anime di
vetro, corpi di plastica, umide viscere emotive, figlio e padre, vittima e carnefice di un mondo
consumato, della sua parabola capitalistica sovraproduttiva eccedente di scarti. Il nostro uomo ha
cura della sua Chiesa, induce il popolo a pregare la cinerea Madonna, ad ascoltare il suo eco, certo
che solo essa possa indicarci la via per amare la nostra interezza e farci ricordare l’ancestrale
sapienza dell’unicamente necessario.



 NOTE DI REGIA
Osservo, indago, conservo, getto via parti di me, consumo il mio corpo, distruggo e costruisco i
miei volti, la mia identità, mi lascio desiderare, usare, mi utilizzo, mi rivendo, divido la mia materia,
separo essenza e umori, mi faccio raccogliere e riciclare, rinasco ad ogni rimpasto. In scena un
essere umano di strada e di fede, in lui tutti i sud dell’anima in conflitto e armonia con il potere
centrale dell’io richiesto dal sistema. Un essere solitario, voce di ogni umano, che opera
ecologicamente per recuperare o dissolvere lo scarto che siamo, demiurgo e distruttore, incapace ma
desideroso di ricordare la propria interezza, la propria semplicità. La spazzatura, la raccolta
differenziata, il riciclo, la discarica come specchio del nostro gestire noi stessi, metafora
dell’incapacità dell’uomo contemporaneo di accontentarsi del proprio sé, ossessionato come è nel
collezionare nuove identità a misura del sistema o distruggerle per ribellione, comprando, vendendo
e gettando parti di proprio essere.
Marzia Ercolani

“Anche l'anima deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a 
ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine – per i più boriosi 
(voglio dire i nostri cari "pessimisti" moderni) – il buon Dio.” 
Friedrich Nietzsche



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DAL LETAME NASCONO I FIOR - scritto e diretto da Marzia Ercolani

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