MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

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foto di Matteo Nardone

martedì 18 febbraio 2014

Sono morta anche io - trailer




SONO MORTA ANCHE IO
testamento turchino di una fetocchia d’eccezione

di e con
MARZIA ERCOLANI

Tutto l’amore che si era conquistato con tanta fatica a prezzo di rinunciare ad esprimere se stesso non riguardava affatto l’individuo che era in realtà. L’ammirazione per la sua bellezza e per le sue brillanti prestazioni era tributata alla bellezza e alle prestazioni,
non al bambino reale”     Alice Miller



Non si può tirar su un bambino. Non è un edificio. Piuttosto è come un albero. Si può preparare il terreno, annaffiarlo, controllare che il sole raggiunga la pianta. Eppure l’educazione crea architetture di giardini borghesi o uccide foreste. Sono nata strappando le viscere segrete di mia madre oppure ancor prima? Prima di avere occhi, naso, bocca e gambe, ancor prima di essere generata, scolpita, pronta a giocare il mio ruolo?
Come riconoscere e salvare il seme, così come era prima che venisse piantato, l’eco lontana del primo vagito? Forse svegliandomi nei sogni, ripercorrendo respiri intravedo dall’altra parte dello specchio un riflesso. In un pianeta del prima, del mai, del sempre. In un luogo dell’altrove, nel tempo immobile delle fiabe. In acque poetiche ritrovo gli esseri della favola di Italia che fu anche la mia, abbraccio l’eroe iniziatico delle infanzie dei nonni e dei padri di questo bel paese, carezzo il seme con le mani di Turchina stanca di eterno e di verginità, tocco quel burattino buffo e misterioso che ero nella mia infanzia, deposto sulla sedia dal bambino per bene disciplinato al quarto comandamento. In un tempo appeso, in un mondo rovesciato, accolgo le voci intime, il copione sotterraneo, ultraterreno, sacro di profano, il sussurro di una reliquia che non muore mai, di una Fetocchia, semplice pezzo di legno buono per accendere il fuoco in un rigido inverno. Quel metro di legno risvegliato chissà che non contagi anche la Fata, che si levi il velo turchino e torni a respirare in terra, ad onorare se stessa.
Marzia Ercolani



DRAMMATURGIA E REGIA
Marzia Ercolani

ASSISTENTI ALLA REGIA
Luigi Acunzo

COLLABORAZIONE ARTISTICA
Fiora Blasi
Alessandra Cristiani
Maria Carolina Rossini



FETOCCHIA
Ho visto in una sbiadita parrucca solare
La maschera di un padre, che desidera
un altro sé giovane e funambolo.
Per banchettare a pane e vino,
si improvvisa fabbricatore di maraviglia,
di salti, danze e giramondi.
Non c’era una volta un re. Nessun lusso.


 Foto di 

Carlotaa Tucciarone 

Matteo Mat Nardone

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DAL LETAME NASCONO I FIOR - scritto e diretto da Marzia Ercolani

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