MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

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foto di Matteo Nardone

venerdì 2 maggio 2014

La nascita de "I colori maturano la notte", il percorso del progetto - Alda e la sua Terra Santa non "consone" al concerto del primo maggio






Tre anni fa ho avuto il piacere di partecipare ad un festival indipendente “Linea 35” nato dentro al Santa Maria della Pietà, ex manicomio di Roma, dalla collaborazione di varie realtà (L’associazione ex Lavanderia, Hussein Thaeri, la compagnia La Fabbrica). Per questa occasione tutti gli artisti donavano la loro partecipazione gratuita e partecipavano con progetti legati al tema della follia.Gli artisti provenivano da differenti linguaggi, alcuni molto famosi altri indipendenti. Scrivo da anni poesie, racconti, drammaturgie e sceneggiature. Ma la poesia rimane sempre il mio cuore. Per me è lotta, è rivoluzione, è profondità, verità. Fu così che scelsi di lavorare sul “Diario di una diversa”, scritto da Alda Merini a testimonianza della sua decennale degenza al Paolo Pini di Milano. Ho adattato il diario per rendere il racconto temporalmente consequenziale, ho composto una drammaturgia colorata di narrazione, finestre poetiche e aforismi firmati dalla nostra amata Alda. Nasce “I colori maturano la notte – confessioni di una diversa Alda Merini.” Accanto a me per i primi due anni la chitarrista Sonia Scialanca con la sua chitarra elettrica e la sua voce. Nel maggio 2013 ha sposato il progetto il raffinato compositore e virtuoso chitarrista Stefano Scarfone, autore delle musiche orginali, delle sonorizzazioni. Il mio piccolo tesoro meriniano è diventato sempre più prezioso, cresciuto ha sviluppato un nuovo debutto al Teatro Tordinona a Roma. Adriano Pallotta, ex infermiere del Santa Maria della Pietà e premio Basaglia, ha sostenuto moltissimo il percorso del progetto, seguendo alcune date personalmente, donando a fine spettacolo la propria testimonianza sul sistema manicomiale pre Basagliano. Nel settembre 2013 altra meravigliosa occasione organizzata e voluta dall'associazione L'Estuario, ci ha portato all'interno della casa circondariale di Lucca a raccontare la storia di Alda ai detenuti la mattina, la sera in teatro nella splendida cornice della Garfagnana. 



CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO: AI LAVORATORI, AGLI ARTISTI, AI CONTENUTI.


 Il 29 aprile 2014 con mia sorpresa, uno spettatore che aveva visto un anno prima il lavoro spontaneamente e con grande entusiamo consiglia vivamente al direttore artistico del concerto del primo maggio, suo amico, il nostro progetto, trovandolo perfetto per le esigenze della programmazione che cercava storie civili e sociali raccontate con parole e musica da inserire nel concerto tra un esibizione musicale e l’altra. Mi contattano così all’ultimo momento, direttamente il 29 aprile, mi dicono che l’intervento sarebbe breve, che non ci sono soldi. Accetto, dopo aver contattato Stefano Scarfone.  ( Il piacere di portare il progetto su alda e la sua testimonianza sui matti a tanta gente, di poter entrare nelle case degli italiani, è tale che abbiamo accettato ma certo stona che un evento organizzato dai sindacati per la giornata dei lavoratori chiedesse a dei lavoratori di non essere pagati. Ovviamente per loro il nostro pagamento è la visibilità. Per noi allora è importante scegliere le parole più ironiche e dure dello spettacolo, che in pochi minuti possano comunicare il tema). Il direttore artistico mi annuncia inoltre che c’è anche una meravigliosa sorpresa, un grande giornalista, amico di Alda Merini, sapendo che ci sarebbe stata una pillola su di lei, donerà al concerto un inedito della poetessa, con richiesta di restare anonimo donatore. Mi congratulo entusiasta, faccio presente che posso inserire l’inedito in testa o in coda al mio breve intervento presentandolo con il dono di un anonimo amico della Merini, mi dicono che non lo sanno, che non vorrebbero accorpare perché han paura che l’inedito si confonda con il mio intervento, non discuto e prendo accordi per le prove. La prima nota stonata: la richiesta da parte della produzione di far fare al musicista che “accompagna” ( per me un musicista, specialmente con il talento di Stefano Scarfone, non accompagna, non è il mio “badante”, semmai racconta assieme a me con il suo linguaggio…) avrebbe dovuto pagarsi l’agibilità enpals da solo. Al mio immediato perplesso rifiuto, non hanno insistito e han fatto loro le nostre agibilità. Ebbene hanno avuto tutta la nostra disponibilità, ci siamo organizzati rapidissimamente per estrapolare un breve intervento di 5 minuti massimo, che fosse rappresentativo del progetto, ossia testimonianza di Alda dell'Italia Manicominale pre Basagliana vissuta sulla sua pelle. Abbiam fatto le prove il 30 aprile, anzi il 1 maggio alle 24:15.  La presentatrice annuncia il dono dell’inedito, lo legge e poi annuncia noi e il nostro estratto: totale 4 minuti. Il pubblico di strada ha risposto con nostra sorpresa con grande calore. "I matti sono simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi, quelli, li ho incontrati dopo, quando sono uscita."Prova finita, tutti soddisfatti, musica originale suonata da Dio, i tecnici e alcuni giornalisti presenti si sono subito complimentati, ma il gruppo di autori e il direttore artistico si sono riuniti allontanandosi. Salutiamo, ce ne andiamo, la nostra esibizione prevista per le 23:16 circa. All’una e mezza dell’ormai primo maggio,  mentre andavamo a dormire, comunicano che preferiscono limitare il minutaggio, che gli interventi raccontati sono troppi ( ci hanno chiamato loro il 29 aprile e non sapevano se c’era o non c’era spazio? ), preferiscono trasformare il nostro intervento totalmente, o meglio cassarlo. Ci propongono “il piano b”, ossia leggere il minuto di inedito meriniano donato a loro dal giornalista famoso. Senza provare, senza un tempo minimo per sviluppare un accompagnamento che facesse onore a Stefano e alla sua musica originale, lontano dal nostro tema manicomiale. La mattina del primo maggio mi confermano che avevo l’onore di leggere l’inedito che mi avevano mandato alle 2 di notte per email, e che avevano già pubblicato su repubblica .it citando il mio nome. Ebbene ho rifiutato dicendo che non eravamo stati contattati per questo, che avevo ovviamente già divulgato la nostra presenza sul palco del piccolo omaggio meriniano tratto dal progetto su tutti i nostri social, sui blog, che non accettiamo un trattamento così superficiale e irrispettoso, che nessun artista/lavoratore, famoso e non, dovrebbe ricevere, a maggior ragione da un evento finanziato e voluto dai sindacati e dalla sinistra italiana che da anni festeggia il primo maggio giornata simbolo dei lavoratori. Gli sarò sembrata matta e presuntuosa. Amo il progetto, amo il mio lavoro, amo il lavoro del mio collega. Amo Alda. Nei nostri 4 minuti c’erano tre righe del suo diario, una poesia tra le più rappresentative, e un brano meraviglioso composta da Scarfone. Alla mia educata indignazione rispondono che l'inedito è fondamentale ( e infatti noi non l’abbiamo mai messo in discussione) e che non si possono fare entrambi gli interventi poiché il nostro tema non è in sintonia, cozza con l'inedito, sono solo scritti dalla stessa persona, che sembra una ripetizione fare entrambe le cose. Rimango sconcertata. Faccio presente che loro mi hanno voluta per il progetto Merini, e che chi lo aveva suggerito loro aveva comunicato che raccontava la visione dolorosa, ribelle, ironica e sacra della sua esperienza manicomiale. Mi dicono che non è il contesto giusto per parlare di questo. Di base hanno censurato un Alda troppo satirica, troppo diretta, o forse le ragioni sono state altre. Forse preferivano poesie d'amore.Siamo certi che fosse molto forte ed incisivo il nostro intervetno, e che entrambi abbiamo talento e mestiere. Non per superbia. Ma per sana consapevolezza del proprio percorso e valore. Ebbene, pur essendo consapevoli dell'importanza del palco di S. Giovanni, non abbiamo chiesto noi di esserci, abbiam scelto dunque di non far gestire ad altri il nostro lavoro, di non essere su un palco che festeggia i lavoratori a parole non rispettandoli nella realtà. Un palco che preferisce lo scoop di versi inediti bellissimi ma non scomodi e che se pur sempre profondi come Alda è, non potevano raccontare in un pugno di secondi la sua storia. Un palco che preferisce contenuti politicamente riconoscibili. Abbiamo detto no. Non per orgoglio, per dignità professionale. Per amore del progetto, del mestiere, dei lavoratori che siamo, di Alda Merini stessa, dei poeti, per rispetto dei folli, ai quali certamente ci riteniamo vicini. Se mi avessero chiamata direttamente per leggere 40 secondi di un’inedito di Alda Merini, forse sarei andata, forse, ma pagata, perché sono una professionista e se accetto di esserci a titolo gratuito o è per beneficienza o per raccontare un mio progetto. La visibilità come unico pagamento posso comprenderla in alcuni casi e solo su progetti per i quali sputo sudore e amore e che hanno bisogno di esser conosciuti. Non avrei scomodato un musicista. Non avrei fatto le prove con lui per capire cosa scegliere. Non avrei annunciato l’estratto del nostro progetto. Unica scelta dignitosa non solo per noi ma per tutti gli artisti indipendenti, che lo sono perché vogliono esserlo, per potersi esprimere con il loro pensiero, le loro scelte, la loro anima, era non salire sul quel palco. Ringraziamo con grande gioia chi ci ha segnalato e ci continua a dare il suo appoggio, e tutti coloro che ci hanno dato sostegno prima nel esser felici di saperci con questo progetto sul un palco così nazionale e dopo per aver applaudito il nostro rifiuto. Non ci saremo mai aspettati così tanta solidarietà, dal pubblico e da tantissimi artisti. Torneremo presto con Alda perché ..."Anche la follia merita i suoi applausi".  Marzia Ercolani

Di seguito l’intervento che non è stato considerato consono al contesto. Durata 5 minuti.
DA “I COLORI MATURANO LA NOTTE – Confessioni di una diversa Alda Merini

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo.  I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.

Io ero un uccello
Dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra
non so.
Io ero un albatro grande
E volteggiavo sui mari
Qualcuno ha fermato il mio viaggio
Senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
Io canto per te
Le mie canzoni d’amore



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DAL LETAME NASCONO I FIOR - scritto e diretto da Marzia Ercolani

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