MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE
MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE

MUNNE - 'O MUNNO DIFFERENTE
foto di Matteo Nardone

martedì 18 novembre 2014

Munne - 'o munno differente - secondo scarto 2,3,4 dicembre Teatro Tordinona




MUNNE
O munno differente
2,3,4 dicembre
Teatro Tordinona
Via degli AcquaSparta 16
Ore 21: 15



Drammaturgia e regia
Marzia Ercolani

con
Luigi Acunzo
Marzia Ercolani

Costumi
Flavia Migani

Disegno luci
Gianni Staropoli

Collaborazione artistica
Alessandra Cristiani
Tiziana Tiberio

Foto di copertina
Matteo Nardone

Foto di scena
Matteo Nardone
Carlotta Tucciarone

Grafica
Tiziana Quattrucci

Una produzione
Atto Nomade




















 Ogni sogno è un pezzo di dolore che noi strappiamo ad altri esseri.”
(A. Artaud)




Un anfratto desolato, sospeso. Spazzatura e macerie. Un inferno che si ricicla Eden urbano, munnezzaio di bisogni, nevrosi, possessività, autodistruzioni. Un uomo e una donna. L’uomo, giullare e sacerdote solare, la donna, bambola e madonna lunare, galleggiano nel mare di spazzatura materiale ed emotiva alla quale il sistema umano ha assoggettato se stesso. Ricercano tra la munnezza de ‘o munno l’illuminazione primaria, la sacralità dell’inizio, trasformando avanzi in poesia e gioco per evocare l’unicamente necessario. La spazzatura, la discarica, come specchio del nostro gestire noi stessi, metafora dell’incapacità dell’uomo contemporaneo di accontentarsi del proprio sé, ossessionato come è nel collezionare nuove identità a misura del sistema o distruggerle per ribellione. La riflessione autoriale sulla bellezza nascosta del semplice, del puro, è accompagnata da uno sguardo al nostro Bel Paese, consumato, buttato via, venduto così come ogni aspetto della nostra anima, della nostra cultura, della nostra terra, della nostra civiltà. Il linguaggio è un dialetto dal sapore partenopeo, un dialetto inventato, un dialetto che fa eco al sud tutto, portatore bipolare di poesia e autodistruzione. Un sud non solo geografico. Sud come luogo interiore di ogni primaria pulsione, in cui viscere e umori non conoscono pensieri, ma solo atti. Dal Sud nasciamo e al Sud torneremo.
         Marzia Ercolani



“Anche l'anima deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine – per i più boriosi (voglio dire i nostri cari "pessimisti" moderni) – il buon Dio.”
Friedrich Nietzsche




Reportage fotografico di Matteo Nardone/ Carlotta Tucciarone
(Primo scarto - II Festival Visionario - Santa Maria della Pietà)












Nessun commento:

Posta un commento

Follow by Email


DAL LETAME NASCONO I FIOR - scritto e diretto da Marzia Ercolani

Cerca nel blog